Per chi si sottopone ad aborto terapeutico: prima del ricovero, al colloquio con lo psichiatra per riceverne la perizia, PRETENDERE (fatevi forti prima perchè dopo è più difficile) di essere spiegate a cosa si può andare incontro dal punto di vista psicologico, in seguito ad una interruzione di gravidanza, ed all'eventualità che il feto vi sopravviva, anche dal momento che per la legge italiana un feto abortito vivo si equivale ad un bambino nato a termine. Va quindi registrato all'anagrafe; per lui va scelto un nome, e successivamente in caso di decesso, va richiesto il certificato di morte. Altrimenti si può rendere adottabile il prodotto del concepimento firmando per questa opzione sulla propria (della madre) cartella clinica.Per le donne che fanno richiesta per un una interruzione di gravidanza entro il novantesimo giorno, presso il proprio consultorio, chiedere un colloquio con la psicologa (sempre che non sia obiettrice...!) circa le conseguenze psicologiche cui si va incontro dopo una tale difficile decisione.
DOPO:
In un Paese civile e rispettoso nei confronti delle donne quale il Nostro non è, alla dimisione dal reparto di ostetricia, o lasciando il centro di Day hospital delle IVG, ogni donna dovrebbe ricevere quantomeno a voce un invito a recarsi presso il proprio consultorio di zona, o della zona dell'ospedale, per un colloquio psicologico qualora si presentassero sintomi di depressione, o particolare aggressività, senso di insoddisfazione etc. Nei casi in cui i sintomi dovessero essere più gravi: difficoltà seria a prendere sonno ed a mantenerlo,attacchi di panico etc.il medico che firma per la dimissione dovrebbe invitare in questo caso l'ex paziente a tornare nella struttura presso cui è stata ricoverata, per rivolgersi allo psichiatra preposto al reparto di ostetricia.
Poichè tutto ciò in Italia non è ancora attualizzabile, vi consiglio di provvedere da sole a rivolgervi alla psicologa del vostro consultorio di zona o allo psichiatra della struttura presso cui siete state ricoverate, a seconda dei sintomi riscontrati, consigliandovi comunque a prescindere, anche in maniera preventiva, almeno di scambiare quattro chiacchiere con la psicologa del consultorio, anche per vedere subito, con i medici dello stesso, se vi siano state delle adempienze durante la degenza e quello che si può fare per rimediarvi.

Ho abortito nell 2008. ho 22anni. sto molto male. nessuno mi aiuta è veramente dura e se solo l'avessi saputo prima . .. charlotte
RispondiEliminaho dovuto affrontare un aborto terapeutico alla 17 settimana neppure un mese fa per grave malformazione cromosomica del feto, la trisomia 18, che non lascia speranze di vita. e' un'esperienza agghicciante: prima il trauma di dover affrontare una scelta del genere che non lascia alternative e poi l' interruzione che consiste in un vero e proprio parto. io sono stata ricoverata in patologia della gravidanza, tra donne con problemi ma pur sempre incinta, ci sono donne che vengono ricoverate in maternità. le fasi del parto sono insopportabili psicologicamente:le doglie, la rotture delel acque, le spinte tutto per un feto morto, per un bimbo non destinato a vivere, per tornare a casa da soli. l'assistenza psicologica, totalmente insufficiente, c'è solo in ospedale al momento in cui si deve attestare lo stato di difficoltà della madre come vuole la 194. poi nessuno consiglio sul fatto di farsi seguire dopo quando tutto è finito. la donna è lasciata sola: sola nella scelta, sola quando deve interrompere spesso messa accanto a donne felici che stanno partorendo figli sani, senza nessun rispetto della sua sofferenza, sola dopo il parto. io mi sto facendo seguire da una psichiatra... credo che in italia le donne che devono affrontare il dramma dell' aborto terapeutico, che è un lutto a tutti gli effetti un figlio voluto e perso, siano trattate in modo indegno per un paese civile.
RispondiEliminaavevo 18 anni quando ho dovuto prendere la decisione di abortire...oggi ne ho 25 ed è da 3 anni che soffro di attacchi di panico insoddisfazione ansia angoscia...
RispondiEliminaSi può venirne fuori, rivolgendoci agli psicologi dei consultori, oppure agli psichiatri.
RispondiEliminasono stata costretta ad abortire 17 anni fa da mia madre e dalla indifferenza di mio marito, allora ho sofferto di attacchi di panico ansia depressione e sovrappeso ho avuto un rapporto pessimo con mio figlio nato un anno prima di questo episodio ma nessuno ha voluto e vuole capire tutto questo
RispondiEliminapuo essere che da un aborto avvenuto così tanto tempo fà possa sconvolgere ancora la vita psicologica di un essere umano?
RispondiEliminaSi, è possibile: l'aborto è una ferita la cui cicatrizzazione può avvenire solo dopo un'accurata terapia psicologica. E la ferita brucia ancora di più se è stata una scelta imposta.
RispondiEliminaio ho bisogno di sapere dove hanno messo il mio bimbo, ho avuto un aborto spontaneo alla 16+1 settimana volevo seppellirlo ma nessuno mi ha interpellata riguardo al mio feto. ho bisogno di risposte sto male.
RispondiEliminaio sto male, piango ogni cinque minuti. Ho 18 anni e nn posso tenere il bambino che ho fatt cn l'uomo che amo xk lui è sposato. Dice che fra sei mesi qnd avrà ottenuto la separazione ci riproveremo ma io non voglio sacrificare il mio angioletto. Mi sento sola e il mondo mi sta crollando addosso... qnd nn ci sarà più la mia anima morirà cn lui. Cntinuo ad avere delle crisi di pianto che quasi mi soffocano e nn ho più voglia di andare a lavorare... voglio rintanarmi fra le coperte e non voglio più uscirne.
RispondiEliminaSii forte.
EliminaDa come parli hai già scelto...non avere rimpianti e tieniti Tuo figlio.
Se ti vuole bene Lui ti starà vicino, se ti abbandonerà non avrai perso nulla..
Ti consiglio di domandarti se un uomo che ti chiede un sacrificio del genere ti ama davvero...a me sembra proprio di no!
Apri gli occhi e stringiti alla tua famiglia di origine..vedrai che tutto andrà bene.
In bocca al lupo...
Io ho avuto un aborto terapeutico alla 21 settimana di gravidanza a settembre. La decisione di interrompere la gravidanza ho dovuto prenderla xchè dopo la villo ho perso tutto il liquido anmiotico e il mio bambino sarebbe nato celebroleso non arrivando sicuramente in fondo alla gravidanza.... Oggi sto male, xchè il mio compagno non vuole riprovare a fare un figlio, trova la scusa di problemi di lavoro, ma in fondo penso che non lo voglia l'altro giorno mi ha detto che non si sente di affrontare un'altra gravidanza senza avere la sicurezza che nasca un bambino sano. Sto impazzendo dalla disperazione e lo urlo qui..... Scusate lo sfogo
RispondiEliminaVorrei che qualcuno mi dicesse cosa fare...ho paura. Ho scoperto da due giorni di essere incinta, ho sempre desiderato un figlio. Mi hanno assunta da pochi mesi, lui è un collega, a lavoro sarà durissima. Mia madre non vuole saperne di questa relazione solo perchè lui non è italiano. Sono grande, ma sono terrorizzata da tutti i contro. Ho pensato di non portare avanti la gravidanza. Sono spaventata, non lo voglio. Ma da quando so che c'è ho smesso di sentirmi sola...
RispondiEliminaAlla fine l'ho fatto...non ho avuto le palle. Sono la ragazza del 24.02.2011. Da quasi 3 settimane, RAGAZZE NON FATELO! E' DEVASTANTE, CAMBIA LA VITA MA IN PEGGIO. Non riesco a farmene una ragione, avevo un bambino e l'ho ucciso. Come chiamate chi toglie una vita? Io conosco un solo termine...sto malissimo, abbiate il coraggio di dare la vita perchè toglierla è molto, molto pèeggio....mi manchi angioletto mio.
RispondiEliminaPer l'anonima del 24/02/11, la responsabilità del tuo gesto non è solo tua ma anche del tuo compagno; tuo è solo il peso della decisione. Il mio consiglio è di rivolgerti ad uno psicoterapeuta per elaborare il lutto.
RispondiEliminaPer Marta: il tuo bambino dovrebbe essere stato seppellito nel cimitero del tuo Comune nell'area riservata ai nati pretermine. Per sapere di preciso come identificarlo dovresti chiedere all'obitorio dell'ospedale dove hai abortito.
RispondiEliminaHo 24 anni e sono già passati 4 anni. Non ho avuto supporto psicologico e aiuto. Ho fatto l'interruzione volontaria. La ferita non si rimargina ma si fà più viva nella quotidianità e nei piccoli gesti della mia vita. Se solo fossi stata più forte!
RispondiEliminaL.
Per l'anonima del 31 luglio '11: sei ancora in tempo per fare una psicoterapia; rivolgiti alla tua asl territoriale, e non darti tutte le colpe: i figli si fanno in 2 e si crescono anche in 2, anche se l'altro potrebbe essere non necessariamente il padre biologico. Non solo tu saresti dovuto essere più forte, ma anche il tuo partner o un tuo famigliare. Un abbraccio.
RispondiElimina2 giorni fa l'ho fatto... sono stata costretta da mia madre che riteneva questa gravidanza il più grosso errore della mia vita anche se per me non era un errore ma la speranza di una nuova vita... purtroppo la mia età non mi consente di darli quello che una mamma più adulta avrebbe potuto dare ma sarei stata disposta a lasciare tutto per crescere la creatura che cresceva in me..il mio fidanzato è 7 anni più grande di me e quindi era pronto e disposto a rinunciare al divertimento perchè era felicissimo... ora dopo quel che ho fatto sento un peso enorme dentro di me, un vuoto che niente e nessuno mi potrà riempire. E' stata tolta una parte vitale in me e questo mi addolora.. Non faccio altro che piangere e pensare che la mia creatura un giorno mi perdonerà per non averlo dato alla luce...
RispondiEliminaanke io ho abortito perke,il mio fidanzato aveva altri progetti nn sapevo cosa fare ma dopo quasi un anno io nn vivo piu' piango tutti i giorni e vorrei morire vi prego se potessi tornare indietro nn lo rifarei piu' per nessuna ragione è una ferita inguaribile nn lo nn lo fate
RispondiEliminaTutte le ferite guariscono; tutti i traumi si superano; per le 2 ultime "anonime" cliccate sul link EMDR e cercate gli psicoterapeuti geograficamente più vicini a voi; se riuscite a dimostrare la vostra indigenza, queste persone vi curano anche gratuitamente.
RispondiEliminaCiao ho 27 anni ho fatto un aborto terapeutico alla 22° settimana ,erano due gemelline non si nutrivano e una aveva una lieve trisomia 21. Mi mancano tantissimo...
RispondiEliminaP.s Comunque è una vergogna che nel 2011/12 chi fa un aborto terapeutico viene trattata malissimo e sopratutto dimenticata... Coraggio ragazze
Un'articolo sull'aborto e l'obiezione di coscienza uscirà su D di Repubblica sabato 3 dicembre a cura di Cinzia Sciuto
RispondiEliminacinziasciuto.blogspot.com
ho 34 anni sono passati 4 anni...stavo con il padre del bambino da solo 2 mesi e non me la sono sentita di portare avanti la gravidanza...è stata dura,tanto!! però 2 anni dopo ho scoperto che il ragazzo con cui stavo era una persona orribile e se ci fosse stato il bambino cosa avrei fatto?! tutti i giorni da 4 anni ad oggi è una continua lotta dentro di me ed ogni giorno mi chiedo come sarebbe stato , che forse sarei stata più felice ed altri momenti sono sicura di aver fatto la scelta giusta! è una ferita che non si rimarginerà mai si impara solo a conviverci!
RispondiEliminaDi solito per l'aborto funziona il detto "chiodo scaccia chiodo" cioè la ferita si rimargina facendo un figlio, ma se al momento non si può, io consiglio sempre una buona psicoterapia.
RispondiEliminaHo 31 anni e ormai ne sono passati 2 da quando ho preso la decisione di interrompere la gravidanza. Allora ho creduto fosse la scelta più "coraggiosa", convinta anche dai miei, che fin dal primo momento hanno completamente rifiutato la mia situazione, parlando delle responsabilità che si hanno nei confronti di chi nascerà e che io non ero nella situazione di assumermi serenamente. E purtroppo allora era vero. Io non ero serena perché avevo un rapporto estremamente conflittuale con quello che avrebbe dovuto essere il padre. Mi sentivo sola e spaventata perché io e lui vivevamo in due città diverse e per quanto fossi molto innamorata di lui, ero terrorizzata da un suo possibile abbandono, perché nella nostra relazione era stato spesso sfuggente e irresponsabile. Pero' a suo modo anche lui mi amava e il bambino lo voleva. Ma io ho ascoltato i miei. Ho fatto la brava figlia. La stupida, brava figlia. A volte, bruciante, ho avuto la sensazione che loro si vergognassero di me e che ad animarli non ci fosse solo il desiderio di proteggermi dal legarmi per sempre a un uomo secondo loro sbagliato. Da allora ho potuto parlarne tanto con lui, e stiamo cercando un modo nuovo di stare insieme. Ma non e' facile. Io avrei bisogno di parlarne con una donna che abbia vissuto la stessa esperienza. Avrei bisogno di mia madre. Ma lei non c'e'. Quando capisce che sto male per questo mi dice sbrigativamente che e' un lutto come un altro e che non ci devo più pensare. Io da allora ho incubi terribili e ho avuto, per la prima volta in vita mia, momenti di depressione nera e profonda. Momenti in cui non desideravo neanche più vedere il sole e non riuscivo a parlare. Ora sto meglio, ma la ferita si riapre spesso. E' come se la mia vita si fosse fermata. Come se avessi agito contro il destino, contro la mia vita stessa, distruggendola. E vivo costantemente nel terrore che non avrò mai figli.
RispondiEliminaho 27 anni e 5 giorni fa ho perso il mio bambino.perchè è successo nessuno riesce a spiegalo.è stato atroce,un dolore lancinante,lo desideravamo tanto e lui ha deciso di andarsene. dopo il quarto mese tutti ti rassicurano perchè la strada è in discesa, il bambino è più grande,il tuo corpo si modifica..invece a me non è successo.la gioia di sentire una vita dentro di te non ce la ridà nessuno, la paura di poter passare di nuovo questa agonia è tanta. nonostante il mio compagno mi sta vicino e soffre forse quanto me forse solo il tempo mi farà andare avanti.ho tanta paura.
RispondiEliminaSono vicina a tutte le donne sofferenti, a quelle hanno scritto su questo blog e a tutte quelle che, al contrario, si sono rinchiuse dentro un dilaniante silenzio. Noi stesse siamo le sole a poterci aiutare,a trarci fuori da questo inferno. Tre giorni fa, ho perso spontaneamente un bimbo;esattamente quattro anni fa,fui caldamente incoraggiata ad abortire.La ferita è sempre aperta, ma sono aperta alla vita, bramo la vita, e spero di godere serenamente delle gioie della maternità, augurando lo stesso a tutte voi.
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